RADIO LIBERE

Prima del 1976, trasmettere via etere in Italia era riservato per legge allo Stato, con poche eccezioni estere come Radio Monte Carlo o Radio Capodistria all’ente pubblico (la RAI) La Corte Costituzionale stabilisce, con la Sentenza 202 del 28 luglio 1976, che i privati possono trasmettere via etere, ponendo però un limite fondamentale: la diffusione deve restare strettamente locale. Cosi’, tra il 1974 e il 1975 iniziarono a trasmettere le prime emittenti “pirata” (come Radio Parma, Radio Milano International e Punto Radio).

Queste radio hanno cambiato per sempre il linguaggio della comunicazione e della musica in Italia. Bastavano un mixer, un giradischi e un trasmettitore in FM per dare voce ai giovani, e a una nuova programmazione musicale e di intrattenimento slegata dai palinsesti tradizionali.

La prima radio libera in Italia considerata dagli operatori del settore è Radio Parma, che ha iniziato le sue trasmissioni il 1° gennaio 1975

Da Nord a Sud, la voglia di cambiamento nei giovani era tanta e la radio sarebbe presto diventata voce di un’intera generazione.

Prima di parlare delle radio libere, è opportuno tornare indietro e precisamente ai primi 30 anni , quando la radio era ancora considerata un bene pubblico. Allora la radio era gestita da enti pubblici. Prima da URI, che diverrà qualche anno più tardi EIAR e poi RAI, che nel 1954 inaugurerà anche le trasmissioni televisive.

Famiglie intere, dopo cena, si sintonizzavano sulla trasmissione radiofonica preferita come oggi succede con i programmi televisivi.

La radio arriva in Italia nel 1924, quando il 6 ottobre l’URI (Unione Radiofonica Italiana) inaugura per la prima volta le trasmissioni. La voce del primo annuncio è quello di Maria Boncompagni che presenta un concerto operistico, le notizie sulla borsa e il meteo.

In quello stesso anno, prenderà il controllo della radio Manlio Morgagni, un fedele di Mussolini che trasformerà la radio in un potente strumento di regime. Nel 1928 arriva la svolta: URI diventa EIAR (Ente Italiano per le Audizioni radiofoniche). Da qui in poi, la radio comincia a diffondersi su tutto il territorio nazionale. Questo avviene grazie all’introduzione sul mercato a fine anni ‘30 di radio alla portata di tutti.

A partire dal 1943, con la caduta del fascismo, iniziano a diffondersi le prime radio dell’Italia libera. Nascono Radio Napoli, Radio Roma, Radio Bari e naturalmente radio RAI. Trasmettono inoltre nell’etere, radio estere come la BBC (la famosa Radio Londra) e radio Mosca che portano le ultime news sulla seconda guerra mondiale ovunque.

Nel 1949, EIAR diventa ufficialmente RAI che decide di restaurare il mezzo proponendo al grande pubblico rubriche culturali oltre che di attualità.

Tra gli anni ‘50 e ‘60 assistiamo ancora ad altre innovazioni tecnologiche: nasce la filodiffusione che permette la trasmissione radiofonica in stereofonia e il transistor che permette alle case produttrici di realizzare radio più piccole ed economiche. La radio quindi entra ufficialmente nelle case di tutti gli italiani o quasi. Il 1968 portò un vento carico di novità e la vecchia radio di Stato fece fatica a stare dietro alle tendenze dei più giovani.

Negli anni ‘70 i tempi erano pronti per le prime radio private. Sono gli anni di piombo e delle contestazioni giovanili. Nuovi linguaggi, nuovi costumi e nuove tendenze hanno cambiato per sempre la società e i giovani di allora erano alla ricerca del ritmo giusto che scandisse le loro giornate.

L’Italia divenne un vero e proprio laboratorio di sperimentazione radiofonica che ne faceva il secondo Paese al mondo per rapporto tra numero di emittenti e abitanti. Nel 1979 si registravano in Italia oltre 2600 stazioni e il Paese era secondo solo agli Stati Uniti che vantavano da decenni una legislazione che favoriva ampiamente la libertà di emittenza privata .

La canzone di Eugenio Finardi La radio, scritta nel 1976, può essere considerata un manifesto di quella stagione proprio perché insiste sul significato che veniva attribuito alla radio libera: «Amo la radio perché arriva dalla gente/ Entra nelle case e ci parla direttamente/ E se una radio è libera, ma libera veramente/ Mi piace anche di più perché libera la mente».

A livello internazionale occorre ricordare come non casualmente nel 1967 in Inghilterra infischiandosi degli interventi repressivi delle autorità britanniche nasceva Free Radio Association, il movimento in difesa delle radio pirata inglesi sorte negli anni precedenti come Radio Caroline (che trasmetteva su una nave al largo delle coste inglesi) e Radio London. In Francia a partire dal 1977 l’espressione radios libres, sarebbe stata usata per designare un fenomeno fortemente influenzato dal precedente italiano definendo in questo modo tutte le trasmissioni “pirata” che contravvenivano al monopolio, avviando un lungo braccio di ferro tra i pionieri della radio indipendente e il potere statale che sarebbe terminato soltanto nel 1981 dopo l’elezione di Francois Mitterrand .

Le Radio Libere in grande maggioranza divennero anche il megafono della protesta giovanile degli anni 70.

Livorno non poteva rimanere indietro e non lo fece. Nacquero infatti una dietro l’altra realtà importanti, alcune destinate a lasciare un ricordo indelebile.

Da dire che a Livorno le Radio libere non ebbero la stessa funzione della maggioranza delle radio come sopra detto, con alcune eccezioni.

Le radio labroniche avevano il principale scopo di “intrattenere” i giovani senza scendere mai approfonditamente nel discorso politico.

Alcune furono delle semplici meteore, altre segnarono un epoca.

Radio Rosa

Nella sua pur breve durata (nacque il 17 aprile 1977,morirà a seguito di furto delle apparecchiature nel settembre del 1981), ha lasciato un segno indelebile nel panorama delle radio libere livornesi. Fondata da un piccolo gruppo di amici (Graziano Ghionzoli, Raffaele Palumbo, Sergio Giorgetti, Fausto Butelli, Luigi Michetti, Marco Orlandini, Stefano Lucarelli, tutti coordinati dall’ideatore del progetto Federico Paoletti) con il nome di Radio Rosa Gli studi erano ospitati in una mansarda al quarto piano di Via Marradi 187, mentre la frequenza divenne la famosa 97.4 FM. All’inizio il vero nome doveva essere Radio Pantera Rosa, ma per questioni di copyrigth il nome si modificò in Radio Rosa.

Nel novero della mostra itinerante “Trent’anni di Radio Libere (1976-2006)” Radio Rosa Livorno ha avuto il suo giusto riconoscimento con pannello espositivo al Museo di Scienze Naturali di Livorno nel periodo dal 1º giugno al 17 giugno 2007.

Radio Flash

L’idea di metter su una radio venne perché fare una tv costava davvero troppo. Il nucleo originario, infatti, era costituito da Massimo Brachini, Andrea Palermo e Marco Sisi, tre tecnici di TVL/TV Libera. Il primo trasmettitore fu una microspia, di quelle che si compravano nei negozi di elettronica o per corrispondenza. Da casa di Marco,in via Goito, collegato all’antenna da CB (una Starduster, installata a 7 piani d’altezza) arrivava tranquillamente nello stereo di Andrea. Prima canzone trasmessa: “L’immenso” di Amedeo Minghi!
Prove tecniche a parte, Radio Flash nasce ufficialmente nella primavera del 1977. In origine è una Società di Fatto (o S.d.F.), per cui è interessante questo aneddoto sulla sua registrazione: all’epoca infatti le formalità previste per creare una SdF alla Camera di Commercio costavano 150 lire; i tre soci fondatori,al momento di pagaresi “frugarono”, tirando fuori, una a testa, le tre monetine da 50 lire necessarie!
Anche per questa emittente valeva il principio dell’economicità. Il maggiore investimento fu rappresentato dalla scelta della sede. Fortunosamente, i soci riuscirono a sapere che all’ultimo piano del Grattacielo dell’Attias si era liberata una stanzetta ad uso ufficio.

Quella stanzetta divenne la sede storica di questa radio che in breve tempo fu la più ascoltata in città.

Gamma Radio e Radio Luna Flash.

Gamma Radio rappresentò un tentativo di diversificare l’offerta nei confronti del pubblico. Dal 1978 Radio Flash era diventata Radio Luna Flash, per essere entrata nel circuito nazionale reso famoso dai programmi notturni di Ilona Staller. In contemporanea i Soci di Radio Flash decisero di collegarsi al circuito di Gamma Radio.

Nel 1977 arrivò Riccardo Cioni a collaborare con Radio Flash, col ruolo di direttore artistico. Non fece trasmissioni, in compenso la presenza di sua moglie e di tutti i suoi ‘allievi dee-jay’ era sempre più preponderante. Andò a finire che nel 1978 venne rotto il contratto con Riccardo e il suo gruppo di collaboratori, che non gradirono al punto da organizzare una manifestazione, con tanto di signora Cioni col bimbo in braccio, proprio in Piazza Attias davanti alla radio!

Alla fine Radio Flash proseguì senza di loro, ma lo staff era ridotto e c’era l’esigenza di riempire tutte le ore del palinsesto. Si avvicinava l’estate, stagione importantissima per le radio. Marco Sisi propose di contattare Radio Luna, un nascente network radiofonico che aveva fatto molto parlare di sé grazie ai programmi condotti da una giovane ungherese, porno star agli esordi:Ilona Staller.

Marco Sisi e Massimo Brachini partirono per Roma, dove fu siglato l’accordo con Sergio Talia, amministratore di Radio Luna. Usando un sistema che, in seguito, sarebbe stato impiegato anche dalle Reti Mediaset, il network Radio Luna funzionava con l’invio alle emittenti associate tramite corriere ferroviario di scatoloni pieni di nastri Revox 1/4″, contenenti programmi registrati: un’ora al giorno di Foxy John, Francesco Acampora, Maria Clelia Bendandi e Federica, più la Luna Top 30 di Sergio Mancinelli, la musica brasiliana di Sergio Brazil e i programmi di Cicciolina/Ilona Staller.

 Se altre radio del circuito usavano queste trasmissioni come programmi di punta del palinsesto, come ad esempio Radio Luna Pisa, a Radio Flash si preferiva impiegarle come riempitivo, riservando le ore di massimo ascolto alle trasmissioni dei dee-jay ‘locali’. Anche il nome della radio era troppo importante, e fu così che invece di Radio Luna Livorno venne preferito usare la denominazione Radio Luna Flash.

Anche gli adesivi contenevano gli elementi grafici del vecchio marchio abbinati al logo di Radio Luna. Il matrimonio col network romano era di convenienza e non sarebbe durato in eterno, anche perché Talia aveva promesso un minimo garantito di introiti pubblicitari che, in realtà, non venne mai corrisposto. Dopo poco più di un anno, quindi, ci fu una pressochè scontata “eclissi di luna” e la radio ritornò alla sua denominazione originale.

Radio Libera

Fondata da Paolo Romani il 7 giugno 1975 (collegata all’esperienza di TVL – Telelivorno / TV Libera), trasmetteva dal Castellaccio. È stata una delle prime emittenti della zona e un vero e proprio trampolino di lancio per personaggi come Marco Taradash, Nino Pirito e Riccardo Cioni con i suoi programmi di disco music.

Radio Libera nasce come emanazione radiofonica di TVL che, da Telelivorno, volle estendere il suo servizio, trasmettendo dal Monte Serra per coprire un bacino di ascolto più vasto, e mutando quindi il significato della “L” della sigla da “Livorno” a “Libera”.

Il nome ufficiale della testata giornalistica, “TVL Radiotelevisione Libera”, era regolarmente registrata in Tribunale con Nino Pirito quale direttore responsabile.
Radio Libera iniziò a trasmettere nell’estate del 1975 e a differenza di TVL, che aveva gli studi in via dei Funaioli 25, Radio Libera era al Castellaccio, in una villetta posta a pochi metri dal ristorante “La Vetta” e dalle antenne di altri ponti radio.

Tra le prime emittenti in Italia, Radio Libera si trovò sotto sequestro in attesa della sentenza della Corte Costituzionale che nle 1976 avrebbe sancito la legalità delle radio private in Italia. Paolo Romani, venne chiamato in giudizio quale direttore responsabile dell’emittente.

Tra la fine del 1976 e i primi mesi del 1977 la radio fu rinominata in Radio Elle 102, su richiesta della concessionaria di pubblicità, che preferiva un nome più commerciale. La cosa durò poco perché si era saputo che a Roma esisteva una Radio Elle, vicina agli ambienti del Movimento Sociale. Questo accostamento non incontrava il gradimento dei collaboratori della Radio, per cui fu deciso di cambiarle nuovamente nome.

Dalle sue ceneri nacque in seguito Radio Blu.

Il nome della radio diventò quindi Radio Blu. Nel frattempo, la situazione era resa critica a causa di problemi economici sempre più gravi, per via delle continue interferenze di altre emittenti sui canali usati da TVL, ed infine per l’indisponibilità del ripetitore del Castellaccio, a cui era stata staccata la corrente. Radio Blu trasmetteva solo sui 104,7, limitando le trasmissioni alla zona di Livorno. TVL cessò le trasmissioni alla fine del maggio 1977, e dopo poche settimane chiuse anche la radio.

Radio Tramps

Fondata nel 1977, passò attraverso vari spostamenti e ridenominazioni (diventando Radio City One e poi Studio 82)

Radio Popolare

Nasce nella primavera 1977 per iniziativa di alcuni militanti di Lotta Continua: Walter Passelli, Paolo Monti, Elio Chirici, Paolo Gangemi e Paolo Vallini; fra i collaboratori Max Greggio (poi a Striscia la notizia) e Pardo Fornaciari. Trasmette dalla soffitta del palazzo di Piazza Cavour 25 (in cui ci sono anche la sede della Dc e di Tele Granducato. Irradia con un trasmettitore residuato della guerra di Corea, contrabbandato da Camp Darby (che quindi ha fornito strumenti alla sinistra). Il segnale arriva in periferia solo se il tempo è adatto. Vive una breve stagione fino al 1980

Radio Livorno Città Aperta

Emittente fondata nel 1976, sede in via Sant’Andrea 69, ideata dall’allora Vescovo di Livorno, Alberto Ablondi, emittente cattolica, area di copertura Livorno, Pisa, Lucca, Massa, Pistoia, responsabili dell’emittente Cristiano Macera e Luca Collodi. Il Cisternone, Palazzo Vescovile 69. Editore la Cooperativa di Cultura e Informazione della Diocesi con sede in via S.Andrea e le antenne di trasmissione sono sistemate nel campanile della chiesa.

Radio Silver Shadow

Emittente di Livorno nasce alla fine 1978 con prove tecniche di trasmissione sui 95.400 MHz da un idea di Arturo Moriacchi, Paolo Cei e Mario Pacifico. Inizia la programmazione ufficiale nell’aprile 1979 da uno stanzino di via Adolfo Tommasi 80 a Livorno, quartiere Colline.

Nel 1981 si trasferisce in una mansarda agli Scali Olandesi. E nel 1989 viene ceduta ai fratelli Piero e Massimo Ciantelli che successivamente la cedono a Radio Stop proprietà di Ugo Morelli.

Radio Juke Box

emittente di Livorno forse poco più che un esperimento, che nel corso della seconda metà degli anni ’70 irradia nell’’etere cittadino con dei nastri ‘non-stop’ che ne annunciano le imminenti trasmissioni mai decollate (Ruggero Righini).

Radio Bit

Nasce nei locali della sezione del Pci sugli scali D’Azeglio, dove c’è anche il Centro Marrazzo, a Livorno. Dura poco, chiude e le sue frequenze passano a Italia Radio. Dalle sue ceneri nasce Radio Alice.

Radio Alice

Nasce nei locali della sezione PCI sugli scali D’Azeglio, dove c’è anche il Centro Marrazzo, a Livorno per mezzo dell’ Associazione livornese informazione cultura economia .

Radio Maroccone

Emittente della discoteca omonima “Il Maroccone” di Livorno che avrebbe dovuto trasmettere dal locale ma che trasmise soltanto prove tecniche nella seconda metà degli anni ’70 quando circolarono gli adesivi di forma ellittica, sfondo nero e stampa rosa-verde, col nome della radio .

Studio 82

Emittente nata nel 1982 dalla ceneri di Radio Rosa e di Radio City One, fra i collaboratori Vento Selvaggio, successivamente, a seguito di una cambio di proprietà assumerà la denominazione di Radio Fragola .

Radio Livorno

Emittente nata nel 1975 con sede in via Garibaldi 10.

Da segnalare che c’è traccia anche di un’altra Radio Livorno, responsabile Renato Scarola, via Spalato 4 Livorno, indirizzo della sua residenza.

RADIO Onda

Fondata da alcuni fuoriusciti di Radio City One, sede nel Palazzo Corallo a Livorno in una stanza ai piani alti ed un ripetitore sul Monte Serra

Anche la provincia volle dare il suo contributo:

RADIO KIT: emittente di Marciana Marina

RADIO ESTATE: questa emittente nasce nel 1988 in località Timonaia a Marciana Marina

TELERADIO CENTRO: emittente di Colle Salvetti

RADIO FLASH 2 : emittente di Piombino

RADIO ETRURIA UNO: emittente della Val di Cornia

RADIO ANTENNA ROSIGNANO: via della Cava 40 Rosignano Solvay

RADIO CENTRO ROSIGNANO : Rosignano Solvay

RADIO ROSIGNANO / RADIO ANTENNA ERRE: via Calatafimi 5 Rosignano Solvay

RADIO CECINA UNO RC1 FM ITALIA: Via Secondo Risorgimento, Palazzo Galleria 42, Cecina.

RADIO DIFFUSIONE COSTA TOSCANA: via Aurelia 12, Donoratico.

RADIOTOSCANA: emittente fiorentina con sede anche a Livorno in via Fiume 23,

RADIO CAROLINE: emittente di Donoratico

COSMO RADIO : Portoferraio

RADIO ENTERPRISE: Marciana Marina

RADIO VENTICINQUE: Piombino

RADIO ELBA: Nacque a Portoferraio Isola d’Elba nel marzo 1978

RADIO PIOMBINO CENTRALE : Nasce il 26 dicembre 1976 , via De Sanctis 61

RADIO STOP : Piazza Barontini 23, Cecina

Quindi la diffusione in città delle Radio Libere era quasi capillare.

La provincia non era da meno.

Cosa è rimasto di questo patrimonio?

Niente, assolutamente niente.

Una alla volta queste voci libere hanno taciuto.

Silenzio.

Le nuove tecnologie, i costi di gestione sempre più alti, l’avvento prepotente del web, hanno determinato la chiusura di tutte queste realtà (eccezione Radio Stop).

Il modo di fruire musica, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, è molto cambiato.

Spesso nelle case oggi è difficile anche trovare una radio da ascoltare.

YouTube, Spotify, e migliaia di web radio, dove è possibile ascoltare musica da ogni parte del mondo danno una risposta diversa al passato ai fruitori di musica.

Un paio di cuffiette, un cellulare, un pc…il gioco è fatto.

Ma nessuna di queste potrà mai dare il calore e l’emozione che da uno studio radiofonico “vecchia maniera”.

Lascia un commento