ALESSANDRO CORVAGLIA

A. corvaglia

1 Quasar, Tugs, Aurora Lunare…tutto ebbe inizio qua, a Livorno, la tua città, negli anni ’70…

1 E prima ancora “Bikeriders” e “Suonosfera”, ai cui “concerti” – occasioni live ritagliate in posti i più disparati – abbiamo contato per anni una amica e seguace di eccezione, tale Concita De Gregorio! Io ho cominciato a suonare in gruppo già a 13 anni e non ho più smesso. Ma alla “fatalità” della cosa personalmente unisco un grande orgoglio, piccole realtà urbane danno un maggiore senso al riuscire a farsi conoscere in giro. E io sono nato livornese e uscirò di scena livornese, in qualunque angolo di mondo mi trovi a vivere

2 Poi il trasferimento a Genova, immagino per lavoro, dove fosti chiamato nel gruppo La Maschera di Cera con il quale hai avuto un ottimo successo: vari dischi tutti ben accolti da critica e pubblico e l’ultimo (un cd ideato per un dare seguito a Felona e Sorona delle Orme) dal titolo “Le Porte del Domani”, uscito anche in Giappone nella versione inglese “The Gates of Tomorrow”.

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2 Si. A Genova sono arrivato nel 1989 e per un bel po’ di tempo ho continuato a mantenere attività musicale a Livorno (nei weekend) e parallelamente cominciato a “farmi conoscere” suonando in diversi locali, alternando comunque attività anche in altri ambiti (Milano, Montefeltro, Isola d’Elba, etc). Fino a quando ho conosciuto Fabio Zuffanti che mi ha proposto dapprima la stupenda esperienza del “Merlin” (dove ho parzialmente riacquisito la mia ex dimensione di “attore” – virgolette d’obbligo – che avevo approcciato a Livorno) e poi il viaggio durato 14 anni con La Maschera di Cera. Questa esperienza ha fatto sì che io potessi farmi conoscere in un ambito geografico ben più ampio di prima, raccogliendo soddisfazioni impensabili ….e di stringere conoscenze (quando non amicizie) con diversi fra i miei idoli del passato!!

3 E poi la grande avventura con i Delirium…

3 Esatto! Nel 2014 vengo contattato da Martin Grice, che conoscevo da anni… il quale mi fa la magica proposta! Affrontata con un pizzico di scetticismo da parte mia per via del fatto che i Delirium avevano un’immagine vocale ben diversa dalla mia. Ma che poi, complice una sorta di “ristrutturazione artistica” che passa attraverso la presenza di Fabio, Alfredo e soprattutto il giovanissimo prodìge Michele Cusato, ha permesso che il mio modo di esprimermi andasse a collimare con il nuovo suono del gruppo. Da lì il disco “L’Era della Menzogna” sotto l’egida della Black Widow Records di Genova e la serie di concerti successivi culminata con la fantastica esperienza assieme alle quattro splendide (anche esteticamente!) ragazze dell’Alter Echo String Quartet. Una perfetta fusione fra rock e strumenti classici, formula se vogliamo già collaudata ma non per questo meno emozionante quando la si vive in prima persona.

4 Tastierista, chitarrista e cantante, da sempre innamorato del prog…

4 Cresciuto a pane e musica e debitore a mio fratello maggiore di una educazione musicale che mi ha fatto vedere “le strade giuste”, non solo limitatamente al prog. Ho studiato pianoforte da bambino, interrompendo scioccamente gli studi al secondo anno. Da autodidatta mi sono cimentato con le chitarre, con il basso e con la batteria. Avrei un flauto, qui, che aspetta da anni che io lo usi con criterio, costanza e impegno – considerando che posso avere un Maestro di eccezione quale Martin! – ma deve vedersela con la mia testa iperattiva e con il non moltissimo tempo a disposizione. Le tastiere rimangono comunque il mio strumento principale… a parte la voce, ovviamente. Quanto a questa sono un puro istintivo. Mai presa una lezione di canto, autodidatta per le tecniche di respirazione e qualche altra nozione del settore… ma da sempre, qualunque strumento avessi sotto, la parte vocale era mia, che fosse secondaria o principale. E da lì è nato l’Alessandro cantante…

5 L’amore per il prog ti ha portato a fare parte dei “Real Dream”, band tributo ai Genesis e Mr Punch, tribute band dei Marillon con la quale stai facendo un tour europeo in vari stati…una bella soddisfazione.

5 Più che l’amore per il Prog ha compiuto l’inestinguibile amore che ho per questi due gruppi. Il primo mi ha accompagnato dall’infanzia alla maturità (e oltre), il secondo si è innestato in un periodo in cui per un verso si riascoltavano certe sonorità finalmente non da “tv/radio fashion” e un modo di cantare finalmente potente ed espressivo, mentre dall’altro verso io mi muovevo in un settore compositivo che doveva per forza lasciarsi alle spalle un certo stile ritenuto assolutamente “non commerciale” ma che con questo affermarsi della band di Aylesbury sembrava lasciare un piccolo spazio di legittimazione. Per cui lo stile dei primi Marillion mi ha sicuramente lasciato segni profondi, anche nel modo di scrivere e arrangiare. Purtroppo recentemente ho dovuto lasciare i Real Dream, dopo 17 anni di vita, soddisfazioni ed emozioni insieme…devo ricreare lo spazio per ciò che dirò come risposta alla tua ultima domanda…

6 E se ti ricordo Zuffanti degli Hostonaten che mi dici?

6 Beh, di Fabio ti ho già parlato….lo considero un po’ il mio “pigmalione”, senza piaggeria e con vero spirito di amicizia ma soprattutto obiettività. Fossi stato una voce con un altro stile e background probabilmente non lo avrei “affascinato” in modo decisivo, ma diciamo che ci siamo piaciuti a vicenda. Con gli Hostsonaten, in una comprensibile logica di diversificazione dei suoi numerosi progetti, io sono comparso marginalmente nel capitolo “Winterthrough” e in modo più presente – in condivisione con altri grandi cantanti – nel “Rime of the Ancient Mariner”, portato anche in teatro a Genova. Ritengo Hostsonaten senz’altro il progetto più interessante fra quelli portati avanti da Fabio e probabilmente la copiosa produzione edita sotto questo nome lo dimostra.

7 Oggi abiti a Genova, città dalla grande tradizione musicale da sempre, soprattutto dal punto di vista cantautorale, ma anche Livorno non è stata e non è l’ultima arrivata con decine e decine di gruppi che dagli anni’60 ad oggi che fanno parlare di sé. Te, che sei stato e sei un protagonista in entrambe le realtà, che differenze di fondo trovi tra i due ambienti musicali?

7 Risposta difficile, perchè Livorno l’ho vissuta e Genova l’ho conosciuta, salvo il viverne da circa dieci anni il suo nuovo fermento in ambito progressive tramite fantastici gruppi come Tempio delle Clessidre o Coscienza di Zeno. Io credo che Livorno abbia sempre dimostrato una certa scanzonatura che si è poi tradotta in uno spirito avventuriero, sperimentale, originale. Penso a Luca Faggella o allo stesso Bobo Rondelli – naturalmente parlo da persona non più molto a contatto con quel mondo. Ma furono in un certo senso pionieri gli stessi Aurora Lunare, la Strana Officina, gli Hammer. Ai livornesi rischiare “gli giova”! Genova sembra più conservatrice, anche se nomi come Max Manfredi o Meganoidi hanno senz’altro esplorato terreni inconsueti plasmandoli con la loro originalità.

8 Come ti spieghi questo grande amore che dura nel tempo, dei fan italiani per la musica prog , amore che molti gruppi non hanno trovato neanche nei loro paesi d’origine?

8 Innanzitutto col grande fermento culturale che l’Italia ha vissuto negli anni ’70, dove ogni proposta sperimentale, innovativa, inusuale interessava e non impauriva. Stimolava e non dissuadeva. Era un realtà da assaporare e scoprire e non da rigettare ab origine. I media non tempestavano con i format e le produzioni-spazzatura e la gente affollava platee e gradinate. Oltre a ciò, quel periodo vedeva anche all’estero un naturale stimolo ad esplorare nuove forme e nuovi stili e potrei supporre che i paesi di origine dei grandi nomi (UK, USA, Olanda, Germania) fossero in qualche modo inflazionati dalle proposte, mentre in Italia c’era senz’altro più spazio per proporre in maniera adeguata la propria musica.

9 Hai avuto un’ottima carriera, ma c’è in fondo al cuore, una occasione non sfruttata, un treno passato troppo velocemente sul quale non sei riuscito a salire?

9 Uno non dovrebbe avere rimpianti, teoricamente…. luogo comune un po’ trito, a mio modo di vedere, dato che trovo insensato giudicare con la mente di oggi ciò che accadde ieri sotto altre prospettive e condizioni. Diciamo che oggi sarei curioso di vedere come sarebbe andata a finire se avessi accettato il contratto discografico che mi fu offerto alle soglie del ’90. Che rifiutai perchè comportava abbandonare i Quasar (le case discografiche non erano per niente inclini a mettere sotto contratto gruppi se non “bucavano lo schermo”), anche come band di appoggio live. E io non me la sentii anche perchè le prospettive di quel tempo favorivano – come lo stesso amato Lucio Dalla era uso dire – una formula “usa-e-getta”. Ed il tutto fu deciso in breve tempo. Per il resto, le offerte di collaborazione e le esperienze capitatemi fino ad adesso le ho tutte prese al volo… Delirium e Mr. Punch per ultime!

10 A Livorno hai un sacco di amici…alcune settimane fa intervistai Mauro Pini, con il quale hai suonato nel Aurora Lunare e Tino Tozzi, che mi parlavano di te insieme all’amico Alberto Voglini che come Sezione Musica organizzarono nella nostra città il tuo concerto con La Maschera di Cera…vuoi mandare loro e alla tua città un saluto attraverso 57100Livorno?

10 Se parliamo di amici, addirittura ne ho più a Livorno dopo 27 anni che l’ho lasciata, che a Genova!! Qui il rapporto umano è concepito in maniera molto diversa da quello a cui sono stato abituato, tanto a Livorno quanto a Roma (dove ho vissuto per un po’ e che considero la mia seconda città). Con Mauro, Marco, Corrado e Luciano dell’Aurora Lunare ho un contatto molto ricorrente, e altrettanto con Sezione Musica e il suo Stato Maggiore. Ultimamente ho ristabilito un contatto che mi era affettuosamente molto caro con i Tugs di Pietro Contorno (con cui sto esaminando prospettive di lavoro insieme), con i fratelli Brilli dei cari Tube Screamer…e altri che ritrovo sorprendentemente dopo anni di assenza e di distanza (solo geografica), anche nell’ambito teatrale non solo del “Teatro Sperimentale Zero” (oggi “Atelier del Teatro”) ma anche delle altre compagnie allora sulla piazza, da Emanuele Barresi a Francesco Bruni. Come ho detto all’inizio, nemmeno il Diavolo in persona mi staccherà Livorno dal cuore. Non solo la saluto, ma l’abbraccio tramite tutte le persone che sono legate ad essa ed hanno accompagnato i miei anni più divertenti e felici (e anche prolifici….!)

11 Un ultima domanda…chi è oggi Alessandro Corvaglia?

11 Una domanda che sarebbe meglio porre all’altro Me, che da un po’ di tempo (TROPPO tempo!) si diverte a mettermi i bastoni tra le ruote…. la frase è ovviamente ironica, ma la si può capire nel momento in cui ti dico che Alessandro oggi è un musicista che deve ritrovare il modo corrente di far sentire la sua “voce”. Non quella scaturente dalle corde vocali, ma dalle composizioni originali che anni e anni fa fioccavano in continuazione e che da diversi anni si sono arenate e che devo sbloccare. Ecco perchè mi serve tempo oltre a quello da dedicare ai Mr. Punch e ai Delirium. Devo completare il viaggio per ritrovare me stesso. Ho vestito panni altrui per troppo tempo.

Per il resto, oggi Alessandro Corvaglia è uno che canta e suona in qualsiasi momento della giornata possa farlo. Perchè se non vive “di musica”, sicuramente vive “per la musica”.

Grazie di cuore per questa occasione di raccontarmi ancora un po’…. se penso che a tutt’oggi, dopo 15 anni di attività nell’era del cyberspazio, NON ho ancora un mio sito Internet a volte mi chiedo se mi abbiano ibernato o cose del genere!!….

Ma scrivo ancora – e vorrei vedè!! – “cacciucco” con cinque C. E l’ho diffuso in questa landa, assieme arcinqueccinque!!….

Ale Corvaglia

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