ALI ROOTS

D Ali Roots il reggae ce l’ha nel sangue…come nasce l’amore per questa splendida musica ?

R Il mio amore sfegatato per la buona musica in generale esiste grazie al fatto che fin da prima di nascere, i miei genitori mi hanno esposta ad una grandissima varietà’ di musica che ha influenzato tutta la mia esistenza e il mio crescere senza tv ha sicuramente aiutato la musica ad entrarmi nelle vene. Fin dai primi giorni della mia esistenza su questo pianeta ho ascoltato la migliore musica reggae grazie a mamma e babbo, amanti entrambi del vinile, amanti entrambi dei concerti live, sicuramente hanno gettato delle solide basi per il mio personale sviluppo artistico musicale.

Il mio particolare amore per il genere Reggae e più’ precisamente Roots, nasce verso i 12 anni, quando inizio’ la necessita’ da parte mia di capire i testi e le parole di Bob Marley; iniziai cosi’ un immenso lavoro di traduzione dei suoi testi e l’innamoramento fu totale e irreversibile fin dai primi versi…testi spirituali, sociali, pieni di energia positiva e di Amore Universale, pieni di messaggi importantissimi per tutta l’umnaita’, per il popolo, per gli oppressi dal sistema. Non potrei fare a meno di amare tutti quegli artisti che si sono impegnati per l’emancipazione individuale tramite il potente veicolo Musica.

D Ti sei esibita in molti palchi importanti, raccogliendo sempre consensi positivi…bellissimi ricordi…

R Grazie a Jah fin dai primissimi passi della mia carriera come Ali Roots, ho raccolto consensi positivi e sono stata coinvolta in molti progetti…mi sono sempre sentita guidata da una Buona Stella. Ho avuto l’onore di esibirmi su palchi importanti a fianco di artisti che stimo, ogni volta mi sono sentita esattamente nel posto giusto al momento giusto. Ogni volta ero sempre più’ consapevole del fatto che niente mi avrebbe mai più’ distolto

dalla mia missione musicale. Guadagno forza e determinazione da ogni concerto, ogni palco e’ stato un banco di scuola, ogni volta imparo qualcosa di più’ e conosco me stessa un po’ più’ a fondo. Tutto questo penso e credo sia stato propedeutico alla mia crescita come scrittrice dei miei testi e come individuo, e mi auguro che ogni palco futuro sarà’ un nuovo trampolino per scoprire nuovi orizzonti musicali e spirituali.

D Non è da tutti aprire un concerto per la regina del reggae mondiale Rita Marley…immagino la tua emozione e la tua soddisfazione…

R Si, quella fu un’esperienza incredibile, anche perche’ ero davvero agli esordi della mia carriera, non avevo esperienza, eppure ero stata scelta per aprire un concerto di quella portata davanti a quasi seimila persone…detti il meglio di me, non mi lasciai sopraffare dalle emozioni e mi concentrai sulla performance, almeno feci tutto il possibile perche’ il mio warm up funzionasse. Fu una notte magica, ventosa, mentre cantavo, la salsedine mi entrava in bocca ad ogni respiro e penso che fu proprio questo a renderla indimenticabile, insieme al fatto che appena scesa dal palco, Rita nel backstage mi fece cenno di raggiungerla, era seduta su una poltrona di velluto, la raggiunsi, mi chinai sulle ginocchia e lei prendendomi il volto tra le sue mani mi disse pochissime ma potentissime parole : “Ali, grazie per mantenere viva la memoria di Bob attraverso il tuo messaggio, che Jah ti benedica sempre in ogni cosa che fai”. La mia soddisfazione e il suo incoraggiamento furono incredibili e l’emozione che ne scaturi’fu cosi’ forte che piansi di gioia durante tutto il suo concerto… Questa serata segno’ il mio debutto ufficiale nel business della musica reggae.

D Nel 2012 hai dato alla luce il tuo primo EP dal titolo “Extra Ordinarily”, 5 tracce dove hai messo tutta te stessa, la tua anima…

R E’ vero, quello e’ stato il primissimo lavoro da solista, 5 brani, sicuramente acerbi ma pieni di voglia di esprimere quel fuoco che brucia dentro la mia anima e che mi permette di condividere le mie visioni con il resto del mondo fin dal giorno uno. Col senno di poi posso affermare che questo ep ha aperto la strada al mio album di debutto che sarebbe uscito esattamente un anno dopo, nell’Agosto del 2013, “Starting At The Roots” prodotto dal leggendario dj Top Cat e la NineLivesRecordings in UK. E’ infatti grazie al mio ep indipendente che ho attirato l’attenzione del mio “padrino musicale” Top Cat, che mi ha preso sotto la sua ala, trasmettendomi i suoi insegnamenti di scrittura musicale, e con il quale sto tuttora lavorando sul prossimo ep made in UK.

D Impossibile parlare della musica reggae senza citare Bob Marley, ;trasformò il reggae non solo sotto l’aspetto musicale e ritmico, ma lo diffuse come culto vero e proprio, cambiando notevolmente quelle che erano le radici. Il nome Reggae infatti è dispregiativo, coniato dagli inglesi, per deriderlo. Immagino che parlando di Bob Marley un briciolo di commozione rimane in te…

R Parlando di Bob Marley, posso semplicemente affermare con estrema sicurezza che ha fatto e fa talmente parte della mia vita quotidiana che lo percepisco fin dall’adolescenza come un membro della mia famiglia a tutti gli effetti, una spalla che mi supporta sempre, una persona onesta che mi mostra aspetti della vita nuovi, nuove visioni, spiritualmente connesso, concentrato sull’Amore Universale. Sempre. Al di la’ di tempo, spazio, provenienza geografica, credo, eta’, colore. al di la’ di tutto ciò’ che e’ materiale e insignificante, c’e’ One Love…Un unico Amore.

D Che progetti hai per il futuro, dove è possibile ascoltarti dal vivo, magari nella tua Livorno?

R Sto attualmente lavorando ad un bel po’ di nuovi progetti musicali, collaborazioni internazionali con altri cantanti, produzioni estere, e come ho già’ accennato sto tuttora lavorando sul nuovo ep prodotto ancora una volta dalla mia etichetta inglese NineLives Recordings London-Manchester. Allo stesso tempo grazie a tutte le energie spese in questi anni per tirare su la mia band, i “The Branches” stanno crescendo e adesso la formazione ufficiale fissa e’ composta da Gabriele Porciani aka Groovy alle chitarre da Livorno, Gianluca CasaLunatica Sanza al basso da Potenza e Antonello Ruggy Ruggiero alla batteria da Brindisi. L’uscita del nostro primo disco autoprodotto e’ prevista per l’inizio dell’estate 2018. Prima dell’uscita ufficiale del disco e’ inoltre prevista l’uscita di un paio di single con videoclip estratti dall’album. Ancora non posso svelare di più’ ma probabilmente ci esibiremo a Livorno a Marzo con la band al completo. E comunque dopo l’uscita del disco, porteremo le nostre vibes in giro per l’Italia e l’Europa con un tour pieno di sorprese e ospiti d’onore.

D Nell’ottobre del 2014 hai avuto l’onoredi esibirti all’ Hootananny Brixton, a Londra, la sede più popolare di Reggae e Roots and Culture Music nel Regno Unito…una esperienza unica e di gran prestigio professionale…

R E’ vero, un’esperienza prestigiosa e indimenticabile. Aver avuto l’onore di essere chiamata da uno dei top promoters di musica e cultura Roots Reggae in Europa, Mr Cecil Reuben, ha significato molto per me come artista indipendente, mi ha dato fiducia in me stessa e nella mia identità’ musicale, mi ha insegnato che rimanere se stessi paga. Quella sera il locale era pieno, tutti ascoltavano con grande attenzione le mie parole mentre cantavo, era la mia primissima esibizione all’estero, era la mia primissima esperienza con una band live, ero emotivamente sotto pressione e credo che tutti i presenti abbiano percepito l’importanza che aveva per me quella serata, quello che rappresentava nel mio cuore, le porte che mi avrebbe aperto e gli insegnamenti che ne avrei tratto. Un particolare che non dimenticherò’ mai e’ che, Groovy, il mio fedele e talentuoso chitarrista che era su quel palco con me, insieme ad una band composta da persone che avevamo conosciuto solo la sera prima, e con cui avevamo suonato mezz’ora in sala prove prima dello show…ad un certo punto durante lo show incrocio’ il mio sguardo e una volta nel backstage affermo’ di avermi vista come in uno stato di trance…e in effetti credo che questo descriva accuratamente il mio stato interiore del momento, ero una trance emotiva, musicale e per me stessa sconcertante. In poche parole, indimenticabile, da quel concerto in poi, non avrei mai più’ lottato per camuffare le mie emozioni, ma le avrei lasciate fluire liberamente nella mia voce e con il mio corpo, e non avrei mai più’ permesso alle emozioni di intralciarmi nell’espressione di me stessa sui palchi.

D Ali, nonostante la tua giovane età, hai un rimpianto, un treno sul quale potevi tranquillamente salire e che invece è partito senza di te ?

R Sinceramente il mio assetto mentale spirituale non mi permette di avere rimpianti, davvero, non so come spiegarlo, ma sento che ogni avvenimento e’ stato propedeutico a farmi diventare l’individuo che sono oggi e di cui vado fiera per la determinazione e la costanza e la positività’ che mi contraddistinguono. Riesco a trarre ottimi insegnamenti anche dalle situazioni più’ spiacevoli o negative, e questo mi permette di rimanere sempre in movimento, in un moto interiore costante verso la mia evoluzione come individuo. Senza nessun rimpianto, con una grande voglia di condividere la mia visione della vita con il resto degli Universi. Altrimenti perche’ sarei qui e cosi’?

D La filosofia della musica reggae quanto ha influenzato anche la tua vita di tutti i giorni?

R Sono nata ribelle, anticonformista e individualista, amo la vita in ogni sua forma ed espressione e sono vegana per gli animali. Non mangio carne, ne’ pesce, ne’ uova ne’ latticini. Boicotto chi usa e abusa degli animali non umani che non hanno una voce. Cerco di avere un impatto positivo sul pianeta e sugli animali umani e non umani che incontro sul cammino. La musica reggae contiene un battito e un ritmo che mi ricorda il battito del cuore , battito del cuore che quando mi fermo ad ascoltarlo, mi ricorda la musica reggae, mi ricorda che sono viva per un motivo, che sono viva e che tutti gli esseri tengono alla loro vita. Faccio uso quotidiano di cannabis, e questa potentissima pianta e risorsa della natura, coadiuva la mia meditazione costante, mi aiuta a stare focalizzata , ad essere proiettata verso visioni più’ ampie e meno stereotipate, mi aiuta a liberarmi dai condizionamenti, mi ispira nuove melodie e rappresenta insieme all’argomento alimentazione cruelty free, uno dei topic più’ salienti del mio repertorio musicale. Amo infatti parlare nei testi che scrivo, di esperienze personali che credo possano essere di aiuto ad aprire la coscienza e il pensiero critico dell’ascoltatore.

D Chi è oggi Ali Roots ?

R Ali Roots oggi e’ un idividuo molto connesso alla natura, sempre artistico, creativo e ribelle agli stereotipi, determinato e consapevole della magia e della potente fragilità’ della nostra esistenza umana su questo pianeta. Sempre schierata apertamente dalla parte degli oppressi. Sicura e piena di fiducia nell’Universo e nella sua perfetta perfezione. Certa che ognuno di noi sia qui per svolgere la Sua propria missione a servizio del Tutto. Si Musica Si Vita.

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