GRAZIANO CEMMINI

D Graziano come è nato il tuo amore per la chitarra ?

R Diciamo che è un amore nato soprattutto per il bisogno di esprimere me stesso e ho trovato che la chitarra fosse il mezzo giusto…quasi un bisogno terapeutico.

Dare forma ad un suono che esprime ciò che pensi, soprattutto per un quattordicenne fulminato dal rock, con quel suo suono potente e maestoso, è un qualcosa che ti appaga.

D Hai fatto studi classici ?

R Sinceramente ho iniziato ad amare la musica metal coinvolgendo altri ragazzi in gruppetti vari, poi è stata la volta del folk per poi iniziare il Conservatorio con la chitarra classica. Oggi ho abbandonato definitivamente la musica rock, non la suono né la ascolto, optando solo ed esclusivamente per la musica classica o elettronica.

D Di solito chi frequenta il Conservatorio non suona solo uno strumento…

R Infatti ho iniziato suonandom il flauto traverso ma la chitarra è il mio strumento, senza dubbio alcuno.

D Quali sono state le tue fonti di ispirazione ?

R Su tutti John Petrucci dei Dream Theatre un gruppo musicale progressive metal statunitende fondato a Boston nel 1985appunto da John Petrucciani con John Myung e Mike Portnoy, poi David Mustaine, fondatore del gruppo thrash metal Megadeth e dal 1981 al 1983 chitarrista solista dei Metallica prima di essere allontanato dal gruppo e Randall William Rhoads chitarrista di Ozzy Osborne morto tragicamente.

D Oggi c’è qualcuno che attira la tua attenzione ?

R Manuel Bongiorni, conosciuto anche con lo pseudonimo di Musica Per Bambini, un cantautore italiano. La sua musica mescola musica elettronica, metal, musica medievale, filastrocche che mi colpisce molto.

D Quando riesci a dare il meglio di te con la chitarra a tracolla ?

R Vedi, io intendo la musica e la canzone come un valore da condividere con gli amici, musica come contesto sociale; per questo amo esibirmi come musicista di strada e soprattutto in Venezia lo faccio spesso e volentieri: storie raccontate, storie di vita musicate e cantate.

D Rock e Classica…un duello infinito…

R Sono di parte, lo so, ma è un duello che vince sempre la Classica. Il rock sta a McDonald, la Classica al Gambero Rosso! Per fare una canzonetta bastano due minuti, per comporre musica classica ci vuole conoscenza, consapevolezza, non può essere uno svago.

D Non sono molto d’accordo…spesso dietro una canzone c’è tutto un background di tutto rilievo, premio Nobel Dylan insegna…

R E’ un altro valore, più profondo…

D C’ è stato un treno che è partito senza di te e ancora oggi te ne penti ?

R No, nessun treno e nessun rimorso: ho sempre fatto quello che mi passava per la testa.

D Ritornando alla musica classica, la tua musica odierna…che ascolti ?

R Soprattutto Back e Handel ma anche Heitor Villa-Lobos che è stato un compositore brasiliano del neoclassicismo musicale, autore al quale “vado dietro” con la chitarra mentre lo ascolto.

D La scena livornese e la musica classica…rapporto non facile…

R Vero, verissimo. E’ una musica non molto sentita soprattutto tra i giovani, valorizzata solo in ambito accademico…quasi una setta! Io penso che alla base di tutto ci sia la poca conoscenza.

D Cosa manca per “pubblicizzare” questo genere musicale, per farlo uscire da certi schemi ?

R Sicuramente qualche iniziativa…per esempio mi sono chiesto come sia possibile che nella città che ha dato i natali a Pietro Mascagni non ci sia in estate una “settimana mascagnana”, magari alla Terrazza Mascagni…se non qui, dove ?

D Chi è oggi Graziano Cemmini ?

R Un venditore di Contratti per l’Energia Elettrica, che spera in un futuro migliore.

Ho sempre affrontato tutto come una parentesi della vita, come una persona in transito…domani chissà.

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