D Emanuele Bernardeschi, cantante e pianista…è nato prima il cantante o è stata una naturale conseguenza di suonare lo strumento ?

R. È un po’ come domandare se è nato prima l’uovo o la gallina, ahahahah!!

Scherzo anche se in realtà da piccolo alle elementari ero la voce bianca della classe ma mi vergognavo come un ladro!! Ho iniziato a cantare a 21 anni, quasi per caso mentre ho iniziato prima a suonare il pianoforte, a 8 anni.

D Hai fatto studi classici o sei autodidatta ?

R. Ho studiato pianoforte classico 8 anni anche se lo studio per me è sempre stato ostico.

Diciamo che ho un buon orecchio: è stata la mia fortuna e la mia croce: infatti mi ritengo un

“menestrello”, non sono un pianista fatto finito ma so suonare un po’ di tutto.

D Attualmente ti esibisci da solo ma hai mai fatto parte di una band ?

R. La parola “attualmente” mi riporta al 10 ottobre 2020, giorno della mia ultima esibizione.

Da quel giorno a oggi no ho più potuto fare niente, come molti. In passato si, ho fatto parte di alcune

Band anche se mai per più di un anno. Fra i gruppi preferisco ricordarne due, gli “Orange”,

formazione milanese e gli Hollowblue, band tutta Livornese. Per il resto ho sempre fatto

tutto da solo, anche quando ho lavorato con Cocciante.

D Il tuo repertorio è a 360 gradi…affronti tutti i generi musicali, ma quale il tuo genere preferito ?

R. Il mio è un repertorio a 360 gradi, 365 giorni, 60 secondi per 60 minuti per 3600 momenti

buoni per emozionarsi, divertirsi, appassionarsi. Non amo un genere specifico ma amo tutto

quello che canto.

D Quali sono i tuoi punti di riferimento, i tuoi mostri sacri ?

R. Da bimbetto Cocciante, De Gregori e Baglioni, ero molto classico. Oggi invece mi prende e mi appassiona chiunque potenzialmente, ascolto volentieri tutto Poi ovviamente qualcosa mi prende più di altro. Amo molto i “bei”testi.

D Mentre nell’era beat il piano non era previsto, a partire dagli anni ’70 ha preteso e preso un posto importante all’interno dei gruppi musicali, tanto da diventare quasi indispensabile…come lo spieghi ?

R. Facilissimo!! Diciamo che il Beat correva troppo e appena uno disse “Oh bimbi, più Piano!!”

ecco che il “Piano” prese un posto importante all’interno dei gruppi musicali: oh ragazzi, qualche musicista correva troppo, ovvia!! … Poi il ritmo della vita è stato sempre più veloce, sempre più frenetico ed ecco che “più Piano” dagli anni ’70 in poi è sempre stato oltreché un buon consiglio anche se non molto seguito e uno strumento irrinunciabile in moltissimi arrangiamenti.

D Se ti dico “Notre Dame De Paris” che mi dici ?

R. Parigi! Le so tutte le chiese!!!😁

A parte gli scherzi, in questi giorni ricorre l’anniversario del Ventennale (debuttò in Italia nel 2001) e io sono stato un protagonista assoluto nel Decennale di questo fantasmagorico spettacolo, Quindi oggi è il Decennale del (mio) Decennale!!😁

Notre Dame de Paris è uno spettacolo prodotto in Italia da David Zard, scritto da Pasquale Panella e Riccardo Cocciante, un’opera popolare teatrale moderna talmente spettacolare e unica da emozionare e far venire i brividi ogni volta. Ogni volta!! David Zard per questo spettacolo aveva coniato lo slogan “La musica non è mai stata così spettacolare”. Ed aveva ragione.

D Progetti futuri ? Adesso che sembra ci sia uno spiraglio per esibirsi dal vivo concerti in arrivo da parte tua ?

R. Discorsi e parole tante, ma per ora la situazione e molto nera, triste, difficile e imperscrutabile

Qualcuno ha ricominciato, qualcuno si è reinventato, qualcuno ha smesso, qualcuno si è

sentito male …. per tanti ancora la situazione è in alto

mare e quella luce tanto anelata ancora purtroppo non si vede e …chissà se si vedrà come

prima. In questo anno maledetto però ho conosciuto persone nuove e spero con qualcuna di loro di poter riuscire a fare qualcosa di buono insieme. Anche qui un nome su tutti:

Luca Forni (ascoltate ad esempio questo disco e giudicate voi:

https://lucaforni.bandcamp.com/album/invidio-i-cani)

un genio musicale, un’anima unica, un cantautore con la “C” maiuscola e a cui ora mando con tutto il mio cuore un Immenso Augurio di pronta guarigione che adesso di questo ha bisogno!!!

D Ognuno di noi ha rimorsi e rimpianti…musicalmente parlando, quale il tuo rimpianto più grosso ?

R. Passerò forse da arrogante ma nessuno. Felice, contento e orgoglioso di ogni scelta fatta nel mio percorso. Ogni scelta fatta: rifarei le stesse cose anche se proverei a farle meglio.

D Chi è oggi Emanuele Bernardeschi ?

R. Chi sono sempre stato, un menestrello che ama cantare magari raccontando delle storie e dare dei messaggi per poter “riflettere”, per poter “pensare”. Oggi si pensa e si riflette molto poco. Penso ancora di avere una grande missione.

Grazie per questa opportunità che mi hai dato.

Un saluto a tutti i tuoi lettori e un augurio di future cose belle, ne abbiamo voglia e bisogno!!

Ciao e buona musica!

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