ROBERTO GALAZZO

D Roberto, andiamo indietro con la memoria…dai tuoi esordi…i Silver Clouds

R Ho iniziato a suonare musica leggera nel 1963,ero giovanissimo,avevo quindici anni appena compiuti ma frequentavo già il quinto anno di pianoforte al Mascagni,cosa che mi ha facilitato moltissimo nell’inserirmi nel mondo della musica leggera.

La prima orchestra (o complesso) come si diceva all’epoca sono stati i Silver Clouds,l’esordio fu (come scrivi anche tu nel libro)al night dell’hotel Cristallo

D Che effetto vi fece accompagnare Caterine Spaak, attrice che stava imponendosi anche come cantante e…bellissima

R Si, all’Abetone,dove suonammo per tutto il periodo natalizio accompagnammo Caterin Spaak che era ospite dell’albergo. Si, era bellissima !

Avevo quindici anni,davanti mi si apri un mondo di favola.

D Che ricordi hai dell’atmosfera musicale del tempo? Come riuscivi te, tastierista con formazione classica, a far parte di quel mondo musicale che stava cambiando?

R I gruppi nascevano e morivano in pochissimo tempo,duravano giusto il tempo di un contratto in qualche locale,finito il periodo non si suona va più.

Per me,causa anche l’influenza di mio padre che era stato un violinista abituato a suonare con chiunque in ogni dove,(nella sua epoca non esisteva il concetto di complesso dove i componenti suonavano esclusivamente tra di loro),provare senza esibirsi davanti ad un pubblico,non aveva molto senso e siccome di pianisti (io suonavo il pianoforte,i primi organi sarebbero apparsi un po di tempo dopo)su piazza eravamo veramente pochi,ricevevo continue richieste per andare a suonare In locali con contratti stagionali.

In quegli anni si suonava in un locale per tutta la stagione invernale o estiva che fosse,quindi rimanere fuori voleva dire stare fermi per tanti mesi;il piu delle volte finito un contratto l’orchestra rimaneva senza lavoro e finiva con lo sciogliersi,ecco spiegato il motivo per cui ho suonato con tantissimi musicisti,sia della vecchia

guardia che giovani coetanei.

D Dopo i Silver Clouds ?

R Tutto quello che dicevo prima ha fatto si che oltre ai gruppi dove tu mi hai menzionato nel tuo libro,io abbia anche suonato con I consoli(gira su facebook una foto dove accompagniamo Claudio Villa), I Fantasmi(c’era Robertino Vannini,era l’attrazione,aveva 12/13 anni) I Doberman(due inverni alla Perla di Altopascio,all’epoca era il miglior locale di zona, c’era anche Renzo,oltre a Rossiello,Albo Bianchi,Gigi Bargelli,Augusto Cortopassi alla tromba,……altri vecchi musicisti di cui non ricordo piu i nomi), I Lords…..probabilmente altri che si perdono nell’oblio………

Molte volte mi è capitato di suonare in gruppo con musicisti messi insieme all’occorrenza,per accompagnare concorsi di cantanti(all’epoca erano tantissimi,famoso il Canta Referendum del Tirreno che ho fatto molte volte)o accompagnare il varietà,o sostituire qualcuno al night ( vedi il libro di Renzo).

D Quindi “professionista “ nei night…

R Si, fu proprio in questo modo che terminate le scuole superiori e libero da frequenze all’università,iniziai a suonare nei night dove si lavorava tutte le sere dell’anno(anche li mescolando vecchi e giovani musicisti.

D Ricordi qualche tuo “collega” del tempo?

R Tra i giovani all’epoca ricordo appunto Renzo Pacini,Antonio Scanu,Adriano……..tra quelli più avanti in età Albo Bianchi,Edy Rubini,Bartoli,Cortopassi,Massimo Gragnani,Rodolfo Caroti che aveva suonato tanti anni con le sorelle del Trio Lescano…….e chissà quanti altri.

D All’improvviso “molli tutto”. Che successe?

R Siamo cosi arrivati alla fine del 1971 quando dopo un contratto di sei mesi al Sinatra club (night della costa etrusca)e dopo un paio di anni che ormai vivevo di notte e dormivo di giorno,ed anche per le insistenze

della famiglia,che non approvava quello stile di vita,con sommo rammarico proprio del Pacini e di Caroti,comunicai che non sarei andato a suonare,mi sembra alla Tavernetta di San Vincenzo dove avremmo dovuto iniziare subito dopo.

Francamente mi dispiacque un po, soprattutto per il Caroti che ci doveva vivere,(Renzo era studente come me e non doveva mantenere nessuno),senza un pianista che fosse in grado di accompagnare il varietà il contratto saltò ,ma io mi ero proprio stufato di quella vita.

Qua finisce il primo tempo della mia vita musicale,appesi il piano al chiodo e iniziai a lavorare nella azienda di famiglia.

D Ma come per tutti i musicisti…stare lontano dalla musica è dure…

R Impossibile direi. La musica è una droga dura da estirpare e la tentazione e sempre dietro l’angolo. Fu cosi che dopo qualche mese che il piano(ormai erano tastiere) se ne stava buono buono appeso al muro,un giorno mi telefona il compianto Pippo Savatteri, il quale mi dice che dagli Americani ( Camp Darby)cercano una orchestra per l’inverno;tentai delle sterili difese sino a che domandai……”Ma chi dovremmo essere????Pippo mi sciorino una serie di nomi da cui si capiva che si trattava della solita infornata per fare,un gergo,una rapina….alla fine smisi di far finta di resistere e dissi “Va bene andiamo” .Alla fine la formazione fu:Franco Rossiello,Barozzi,Gragnani,Savatteri,(gli ultimi tre erano tornati da poco da suonare in Libano)Paolo Endellini ,Alberto Piro(era anche lui tornato dall’Olanda)ed io.

Iniziammo a suonare dagli americani per sfizio e ci divertivamo un mondo,poi una sera a qualcuno,finito di suonare venne in mente di andare a trovare Roberto Trebbi al caminetto il quale ci accolse caldamente ma con stupore(sostanzialmente tutti avevamo, se pur in formazioni diverse,suonato da lui), ci domandò cosa stavamo facendo,come mai eravamo tutti insieme e cosi gli spiegammo che suonavamo ,per passatempo dagli americani al che ci disse che dovevamo andare a suonare da lui.

D Un bel colpo quindi..

R Veramente all’inizio rifiutammo, con una certa fermezza,in quanto in quel periodo(siamo nel 1972)era tornato di moda il liscio,e noi dagli americani potevamo suonare anche senza aver provato ,ma di liscio proprio non ne sapevamo niente.

Tanta fu l’insistenza del Trebbi che alla fine ci convinse(dopo ripetute sedute)e cosi cominciammo a suonare(mercoledi,venerdi,sabato e in inverno domenica pomeriggio e sera): era di nuovo un lavoro.

Ovviamente nel locale giravano impresari e fu cosi che cominciarono a offrirci(ovviamente a fine stagione al Caminetto)serate nei più disparati locali;nell’estate andammo e soltanto tra Il Pirata di Marina di Massa,Il Carillon di Marina di Pietrasanta ed il Pianeta Rosso di Antraccoli sottoscrivemmo contratti per circa un anno e mezzo.

D Quanto è durato il tutto ?

R Come ti ho detto l’orchestrasi è formata nel 1972 e con la sostituzione ,strada facendo,di alcuni elementi,è andata avanti,almeno con la mia presenza, sino al 31/12/1988.Pensa che in tutti quegli anni abbiamo suonato,senza soluzione di continuità,una media di 200/220 serate l’anno,(dati certificati da Abenaim),soltanto in estate per almeno dieci anni siamo stati l’orchestra residente(oggi si dice cosi????)del CARILLON,dove si suonava tutte le sere.

D Raccontaci la fine…

R Nel 1988 ho appeso veramente il piano al chiodo e soltanto,ultimamente,di rado ho fatto qualche serata con Alberto Piro ma soltanto piano e voce,senza tutti quegli schifosi marchingegni elettronici che oggi quasi tutti usano,dicendo che vanno a suonare mentre invece vanno a mettere i dischi !!!

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