Andy Paoli

Te e la tua chitarra…conosciuti e subito amore a prima vista?

Ho iniziato a suonare la chitarra molto presto, avevo 8 anni. Nessuno suonava uno strumento in famiglia, ricordo che rimasi folgorato vedendo suonare una chitarra acustica da un collega di lavoro di mio padre durante una cena. Da allora non ho mai smesso.

La mia prima esibizione si è svolta al cinema teatro dei Salesiani quando avevo 10 anni. Suonavo brani dei Deep Purple e di Ozzy e dopo pochi anni mi innamorai del sound di Stevie Ray Vaughan.

Te sei un virtuoso dello strumento, quali sono le tue influenze e i tuoi gusti musicali?

Sono stato influenzato da più artisti nel corso della mia crescita musicale; tra i tanti i più rilevanti sono sicuramente Jimi Hendrix, Jeff Beck, Gary Moore, Eric Clapton, Robben Ford. Ma il chitarrista che più mi ha influenzato è senza dubbio Stevie Ray Vaughan, che diventò un vero e proprio trip quando avevo 15 anni. Stavo tutti i pomeriggi a studiare e suonare i suoi licks tanto da diventare quasi un problema, nel senso che, nel mio piccolo, diventai praticamente un suo clone. Cercavo anche di vestirmi come si vestiva lui. Penso sia normale a 15 anni. Ricordo però che ascoltavo molto anche Gary Moore e Robben Ford e gradualmente ho cominciato a farmi contaminare anche da altri fino a raggiungere (spero) un mio stile personale qualche anno dopo, nel quale comunque il sound di SRV è sicuramente molto rilevante e fondamentale.

Livorno e la musica, difficile fare il musicista in questa città?

Per quanto riguarda la scena musicale livornese, ne ho parlato molto anche ad un intervista rilasciata proprio al Comune di Livorno (https://www.youtube.com/watch?v=mHMC-ZJ3tqM): non ne sono per niente entusiasta. Ma non tanto per i soliti discorsi, del tipo “ci sono pochi locali” o “i locali pagano poco”, quanto per l’atteggiamento delle istituzioni nei confronti della musica e dell’arte e cultura in genere. Un atteggiamento di totale disinteresse e anche di paura perchè le cose cambino e quindi, magari, si venga a rompere quella sorta di apparente equilibrio che garantisce la poltrona al sindaco, assessori e company. E’ questa una città molto ferma, che non cambia mai. E non cambia mai perchè, chi dovrebbe, non fa mai delle scelte profonde, nel bene o nel male. E d’altra parte noi livornesi siamo tutti un pò così: ci basta avere le nostre cosine, andare al mare da aprile a settembre, fare appena appena l’indispensabile (anzi il meno possibile) e poi siamo tutti contenti. Penso che purtroppo ci sia poco da fare, sono convinto che ognuno ha le istituzioni che si merita!

Quali i tuoi progetti futuri ? Dove è possibile venire a sentirti suonare a breve ?

Attualmente sono molto impegnato in un intenso tour estivo in tutta Italia (purtroppo quasi mai in Toscana) con i Blood Brothers – Bruce Springsteen Tribute Band. Non ho il tempo per molti altri progetti se non qualche serata (sempre molto divertente!) con Alex Sarti (voce), Fabrizio Balest (basso) e Zerbo (batteria). Collaboro anche con Alessio Franchini nel progetto “A Touch Of Grace”, uno spettacolo dedicato alla musica di Jeff Buckley per il quale abbiamo spesso come special guest Gary Lucas, chitarrista incredibile co-autore di diversi brani di Jeff Buckley tra i quali Grace e Mojo Pin. Per il resto dedico molto del mio tempo all’insegamento presso la mia scuola Andy’s Lab in via Terrazzini 8: tra settembre 2016 e luglio 2017 ho avuto 60 allievi di chitarra, ho svolto 1275 ore di lezioni e 11 dei miei allievi si sono diplomati alla University Of West London (8 in Italia e 3 a Londra).

Per quanto riguarda i prossimi live, puoi trovare tutte le date sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/BloodBrothers.it/

Se tu non fossi diventato un chitarrista che lavoro ti sarebbe piaciuto fare?

Ho cominciato a suonare all’età di 8 anni, quindi nella mia memoria non c’è un granchè senza chitarra. Da allora ho praticamente suonato tutto il giorno tutti i giorni, quindi proprio non saprei! L’uomo ha una capacità di adattamento che va oltre ciò che ci possiamo immaginare e ci sono tanti fatti che lo dimostrano. Probabilmente farei qualcos’altro, probabilmente lavorerei a qualcosa su internet, non so, ripeto è praticamente impossibile da immaginare.

Chi è oggi Andy Paoli?

Andy Paoli oggi è un chitarrista professionista che dedica il suo tempo all’insegnamento della chitarra e alle esibizioni live. Mi reputo una persona fortunata ad essermi innamorato del mio strumento che in tanti anni mi ha regalato e contiunua a regalarmi emozioni fortissime, talvolta di sofferenza ma soprattutto di gioia e vita.

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