ROBERTO ROMAGNOLI

D Tutto ebbe inizio nel 1962 con i Leghorn Boys, gruppo di quattro giovani livornesi, con Roberto Romagnoli alla batteria…bei tempi…

R Io cominciai a suonar nel 1958 con il complesso i Jolli, suonando come primo locale ai Combattenti in via Roma. Poi nacquero i Leghorn Boys con il maestro Silvestrini , al sax Cavallini, chitarra del Tongo, io alla batteria. Nel 59 bagni suonammo ai bagni Nettuno, con Aldo Corsi cantante e basso.

D Il gruppo cambiò nome in 5 Penny…

R Pietro Scalise al sax, Eugenio Biglietti chitarra, Giovanni Mirto tromba, batteria e fisa, Roberto Romagnoli batteria e fisa e Aldo Corsi voce. Con questa formazione nacquero i 5 Penny. Di età si faceva 75 anni in 5.

D Arena Astra, Portuali, La Rinascita, Piper 2000…avete suonato un pò ovunque, anch in provincia, poi nel 1963, alla fine dell’estate il gruppo siscioglie…che successe?

R Nel 1969 incomincia ľera dei 5 Penny: Arena Astra e Gin Club Marina di Cecina; ma in questi locali non volevano più la fisarmonica ma la tastiera e il piano. Poi Marina di Cecina facendo stagioni estive, il Cardellino, Marina di Bibbona , il mitico Ciukeba, poi al Tennis di Tirrenia, il Baraccone e molti altri. Nel 1962 eravamo in Val Gardena suonando tutte le sere: era il Medel Grande albergo. Ti ricordo che oltre che suonare si cantava tutti tipo i Pooh.

Nel mese di ottobre viene da Livorno un amico che gli insegnavo a suonare la batteria con una lettera di babbo ( al tempo non c’erano mail o telefonini) che scriveva di venire subito a casa perchè dovevo entrare alle Poste avendo fatto domanda diverso tempo prima. Non ti dico il dispiacere… con le lacrime agli occhi. Il babbo di Aldo anche lui disperato. Disse “Ti accompagno io a Livorno”… viaggiammo tutta la notte. Io volevo continuare a suonare ma mio padre, imperterrito, disse “No ! Il bimbo è minorenne e fa come dico io!”… e così fu. Ecco come finirono i veri 5 Penny. Poi il sax smise anche lui entrando alle ferrovie. I Penny per un pó continuarono con Aldo.

D Dopo i 5 Penny che hai fatto, hai continuato a suonare o hai detto stop ?

R Io pur lavorando feci parte con delle Ombre per le stagioni estive. Poi con i Diavoli con Ariberto Carboncini padre. Poi con il magico Toni, chitarrista di Music City ,Vinicio alla chitarra, Pacini e io andammo al Camp Darby a suonare jazz. Nel 72 facevo parte dei Doberman sempre con il Pacini, Galazzo, Albo Bargelli e io per 2 anni. Alla Perla a Altopascio eravamo di casa. Poi i figli crescevavano… Natale, Pasqua… ultimo delľanno non esistevano più…fu li che smisi. Diversi musicisti mi vennero a cercare ma per motivi familiari finí la mia carriera da musicista.

D Che ricordi hai della scena musicale livornese degli anni 60?

R Bellissimi ricordi che non dimenticheró mai. Anche oggi provo molta nostalgia. Nostalgia della gioventù e di tutto quello che porta con sé. Ci divertivamo da pazzi e riuscivamo a ridere anche quando non dovevamo, come quella volta con i 5 Penny che si viaggiava con una 600 Multipla quando si sganció sopra la macchina il portabagagli con gli strumenti. Meno male che erano legati molto bene e non passó nessuna macchina . Riagacciammo di nuono il portabagagli fissandolo molto bene e via…Che spavento e poi tante risate compreso il nostro manager, il babbo di Aldo.

D Sei più in contatto con i tuoi vecchi compagni di gruppo?

R Si, con i miei vecchi amici sono sempre in contatto e ogni volta che ci incontriamo è una festa, un tuffo nel passato.

D So che sei al momento apprezzato membro della Banda dell’SVS e non c’è occasione nella quale non vi esibite…bella esperienza …

R Da militare entrai nella banda militare girando tutto il Piemonte, suonando gli onori e ľinno al presidente Saragat come primo tamburino… eravamo 40 elementi. Poi 6 anni fa entrai nella banda delľ SVS portando con me anche mia figlia Romina.

    

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